Scuola Grande della Misericordia

Incarico di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva degli impianti meccanici, elettrici e speciali all’interno del progetto di restauro e risanamento della Scuola Grande della Misericordia a Venezia finalizzato alla predisposizione di uno spazio destinabile ad eventi straordinari di tipo espositivo, culturale, fieristico (Project Financing C.I. 10480).

  1. Dati sintetici
  2. Descrizione sintetica
  3. Gallery
Committente: Comune di Venezia
Profgettazioene: Studio di architettura Torsello architettura - Venezia
Importo dei lavori: 7.965.971,70 €
Periodo di esecuzione del servizio: 2006/2011

Eretta nel 1310, fu più volte ampliata fino ad assumere l’attuale aspetto gotico verso la metà del XV se. Non molto tempo dopo la scuola decise di trasferirsi nella sede più grande al di là del Rio, mentre questo edificio accolse l’Arte dei Tessitori della Seta fino al 1806. Il progetto di questo imponente edificio, viene attribuito a Jacopo Sansovino, che vi lavorò dal 1534 al 1583, quando venne ad inaugurarla il doge Nicolò da Ponte.
La sala al piano terreno è divisa in tre navate da colonne binate, mentre al piano superiore si ha un vastissimo salone, secondo a Venezia solo alla sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, destinato alle riunioni dei confratelli ed affrescato dalla scuola di Paolo Veronese. Vi si conservano notevoli dipinti. Nel XX sec. diventò sede di impianti sportivi ed il salone del piano superiore ospitò dagli anni ’20 alla fine degli anni ’70 la Reyer Venezia, la squadra di pallacanestro della città.

Il progetto

Il tema del progetto è il restauro e risanamento di questa grande e complessa architettura veneziana, ma il tema è anche il recupero e la rinascita di un pezzo di realtà urbana, di una parte unica di Venezia per posizione, per caratteristiche di impianto urbano, per il rapporto con l’acqua, portatore di una conflittualità storica con la cultura locale. L’oggetto è particolare e complesso: un volume di proporzioni e aspetto insoliti, inserito in un contesto fisico e culturale quasi “estraneo” all’oggetto stesso. Il Palazzo risulta essere costituito dalle seguenti aree e/o corpi di edificio caratterizzati da specifiche destinazioni d’uso e in particolare:

  • Sala polifunzionale al piano terra di circa 1.000 mq con sviluppo in altezza di circa 10 ml: in tale area, oltre ad essere presenti dei percorsi di libera fruizione, verranno create delle aree per esposizione e/o bookshop e/o catering e/o commerciali e un area bar.
  • ala polifunzionale al piano terzo di circa 1.000 mq con sviluppo in altezza di circa 12 ml: tale area sarà gestita come spazio per eventi ed esposizioni.
  • Corpo denominato "albergo", che si sviluppa in cinque piani fuori terra, utilizzato per uffici.
  • aree esterne all’edificio al piano terra lato nord-est poste sulla calle o su apposito pontile destinate ad uso esterno bar o manifestazioni all’aperto.

L’intervento

Gli impianti sono pressoché inesistenti e comunque non soddisfano le nuove esigenze di destinazione d’uso dell’edificio. I vincoli della soprintendenza riguardano le pareti perimetrali interne ed esterne dell’edificio (sale polifunzionali, corpo albergo e scalone storico interno). Sono inoltre vincolati anche i soffitti a volta della sala riunione al piano terra e del scalone storico.
L’inserimento degli impianti in una struttura quale è quella in oggetto, caratterizzata da vincoli architettonici e monumentali rilevanti, pone problemi significativi per la realizzazione degli impianti di climatizzazione e di benessere: in particolare, può divenire rilevante la conservazione dei beni artistici contenuti, sottoposti ad aggressione a seguito della mutata destinazione e del diverso uso che si va a fare degli ambienti.
I cicli di funzionamento estesi a tutto l’anno, ma con soluzione di continuità, l’altezza inusuale degli spazi hanno posto problematiche difficilmente riscontrabili in altri settori edilizi, con effetti sul piano dei fabbisogni energetici, assai significativi e che necessitano di un approccio attento e spesso non convenzionale, per essere controllati.
Ecco allora che la progettazione degli impianti di climatizzazione ha dovuto mediare questi aspetti, individuando quale fine ultimo, il controllo delle massime e minime temperature degli ambienti, ma assicurando una certa stabilità. Per la produzione delle energie di riscaldamento e raffrescamento, sono state adottate apparecchiature in “Pompa di calore” in grado di garantire la presenza di una quota di Energia Rinnovabile, da sorgente aerotermica, già conformi alle prescrizioni del D.Lgs. 28/2011 (attuazione direttiva RES CE/28). con particolare attenzione anche all’impatto acustico.
I vincoli monumentali e artistici presenti, con la pressoché totalità delle pareti affrescate, hanno posto delle forti limitazioni alla possibilità della realizzazione impiantistica, risolte con soluzioni non convenzionali: in particolare, i sistemi di riscaldamento sono realizzati con un sistema a pannelli radianti a pavimento, a servizio delle sale polivalenti, con finitura della pavimentazione realizzata con lastre in acciaio Corten di elevato spessore, mentre l’impianto di raffrescamento e movimentazione aria è costituito da unità interne di ventilazione e trattamento del tipo denominato “armadio condizionatore”, allacciati ad apposite predisposizioni, finalizzati a garantire delle "bolle" localizzate di benessere.
L’impianto previsto è in grado di realizzare integralmente il riscaldamento degli ambienti ad uso polivalente, con utilizzo di un sistema a radiazione, a bassissima temperatura che renderà conforme una zona pari ad una altezza di ca. 5 metri.
Per quanto riguarda gli aspetti di conservazione, il vincolo principale è rappresentato dalla richiesta di stabilità delle condizioni. In periodo invernale ciò viene ottenuto con impianti a radiazione a pavimento, a bassa temperatura e, in ciclo estivo, con la limitazione delle massime temperature ed umidità.